Fabrizio Albonico, Segretario Federazione Curling Ticino 

ticino

Quando sono state comunicate le limitazioni ai gruppi di allenamento, la confusione era tanta, ma grazie agli ottimi contatti con i comuni che ci ospitano siamo stati in breve tempo in grado di organizzare un calendario di allenamenti che tenesse conto sia delle esigenze del club, sia delle disposizioni cantonali e federali in vigore, ossia sessioni di massimo 15 partecipanti sul ghiaccio e tutti dotati di mascherina. Si sono inoltre decise ulteriori misure per garantire il distanziamento, quali ad esempio l’utilizzo di un solo « sweeper » per squadra. 

All’inizio, com’era prevedibile, la cosa non ha fatto l’unanimità ed è innegebile che si tratta di un grande cambiamento rispetto al normale svolgimento degli allenamenti presso i club ticinesi. Piano piano però si è instauranta una sorta di normalità ed oggi si può affermare che i club riescono a soddisfare le richieste di allenamento dei propri curler, mantenendo il più possibile intatta l’attività sociale nonostante le limitazioni imposte. 

Ciononostante, sono numerose le iniziative che hanno dovuto essere annullate o posticipate, come ad esempio i tornei « Coppa Ascona » e « Amicizia » che godono ogni anno di un buon successo di partecipanti; sono inoltre a forte rischio anche le competizioni previste ad inizio 2021. Per i club non è facile pianificare il resto della stagione non sapendo cosa sarà possibile fare e cosa no. Perché – diciamocelo chiaramente – giocare a Curling non è soltanto scendere sul ghiaccio e tirare sassi, ma è anche, e soprattutto, godere dell’opportunità di socializzazione e incontro con amici e compagni di squadra, stare insieme e discutere del più e del meno. Nononstante i curler siano certamente più fortunati di altri sportivi le cui discipline sono mometaneamente sospese o vietate, sono in molti a sentire la mancanza di questi momenti, che rendono il nostro sport così speciale.